Nerino Cobianchi è venerabile. Lo dichiara un decreto del Dicastero delle cause dei santi, promulgato dal bollettino della sala stampa vaticana dopo le 12 di oggi, giovedì 22 gennaio, su autorizzazione di papa Leone XIV. Questo riconoscimento rappresenta la seconda fase del processo di canonizzazione di Cobianchi, nato il 25 giugno 1945 a Velezzo Lomellina e morto il 3 gennaio 1998 a Cilavegna, dove negli anni ’80 aveva fondato l’Associazione Pianzola-Olivelli, che si occupa di assistenza a donne in difficoltà e di aiuto a Paesi in via di sviluppo.
RICONOSCIMENTO Il titolo di Venerabile viene attribuito dalla Chiesa cattolica a un Servo di Dio di cui è stata riconosciuta, tramite decreto del Dicastero delle cause dei santi, la pratica delle virtù cristiane in grado eroico (fede, speranza, carità, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza). Non si tratta di azioni straordinarie, ma dell’esercizio costante e abituale delle virtù cristiane, anche in circostanze difficili, portate a un livello di eccellenza non comune. «Cobianchi — commenta il vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni — rappresenta la santità feriale: uomo di famiglia, marito e padre, seppe unire la responsabilità domestica a un’attenzione concreta e instancabile verso i poveri, non solo in Italia, anticipando quella dimensione internazionale della carità che oggi ci appare più familiare e necessaria. Ora si tratta di accompagnare con preghiere e forme di venerazione questo esempio di vissuto evangelico, che nella diocesi vigevanese dobbiamo fare nostro, portando avanti la celebrazione delle sue virtù, e cercando di favorirne il culto e l’imitazione virtuosa. È un’eredità che chiede di essere custodita e praticata, non solo ricordata».
Davide Zardo

