15 Aprile 2026

Lourdes, un cammino vissuto con intensità

È un evento ormai tradizionale nella vita diocesana il pellegrinaggio organizzato dall’Oftal verso la meta che dà il nome stesso all’associazione: Lourdes, il piccolo paese ai piedi dei Pirenei trasformato, a partire dalle apparizioni del 1858 alla giovane Bernadette Soubirous, in uno dei luoghi più significativi dell’esperienza cristiana.

IN VIAGGIO Fedeli al carisma del fondatore dell’Oftal, monsignor Alessandro Rastelli, anche quest’anno quattrocento pellegrini provenienti dalla diocesi di Vigevano, accompagnati da dame, barellieri, sacerdoti e personale sanitario, si sono messi in viaggio — in pullman e in aereo — per ritrovarsi ancora una volta ai piedi della Grotta, dove per diciotto volte la Vergine Maria ha parlato alla piccola veggente, consegnando un messaggio divenuto luce di speranza per tanti nel mondo. Ci sono elementi che rendono unico questo pellegrinaggio e che anche quest’anno il gruppo di Vigevano ha vissuto con intensità. Innanzitutto il cammino comunitario: a Lourdes non si va da soli, ma insieme, come Chiesa diocesana, accompagnati dal Vescovo, per fare esperienza del popolo di Dio in cammino, immagine viva di quella degli apostoli nel cenacolo, uniti con Maria nella preghiera in attesa dello Spirito Santo.

INSIEME Le celebrazioni eucaristiche e le liturgie vissute insieme hanno assunto proprio questo tono: sentirsi sempre più una comunità che invoca la presenza del Signore e da essa riceve la gioia. Al centro di tutto vi è l’Eucaristia, celebrata ogni giorno, adorata e portata in processione come il cuore della fede: in quel segno semplice del pane si riconosce la presenza reale e fedele di Cristo, che accompagna il cammino e ne diventa il sostegno. Accanto a questa presenza, quella di Maria, invocata soprattutto attraverso la recita del Rosario, trova il suo momento più intenso nella processione serale:

nel silenzio della notte, alla luce delle candele, si percepisce la maternità della Vergine che guida i passi e mantiene lo sguardo fisso sul Signore.

PURIFICAZIONE Particolarmente forte è anche la dimensione penitenziale, nel solco dell’invito della Madonna a pregare per i peccatori: essa si esprime nel gesto dell’acqua — lavarsi e bere alla fonte, secondo quanto chiesto a Bernadette — e nella celebrazione penitenziale, durante la quale si prende coscienza del peso del peccato e si invoca la misericordia di Dio, facendo esperienza della sua grazia che rinnova e fa risorgere. Non meno significativi sono i momenti di preghiera personale: l’immagine della Grotta richiama infatti questa duplice dimensione, da un lato il raccoglimento e il distacco dal mondo per fissare lo sguardo su Dio, dall’altro l’apertura all’incontro con i fratelli, illuminati da quell’incontro vissuto nel silenzio. È questo, in fondo, il cuore di ogni pellegrinaggio a Lourdes: tornare trasformati per continuare nel quotidiano un cammino di fede, sostenuti dalla certezza che il Signore cammina con il suo popolo.

don Carlo Cattaneo

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