pause casamadre
15 Settembre 2026

Ritorna “Pause“, uno spazio per sentirsi accolti

L’inizio del nuovo anno pastorale segna la ripresa del percorso di Pause, la proposta rivolta ai giovani dai 19 anni in su, arrivata nel 2026 alla sua terza edizione. Nato dall’ascolto del desiderio degli educatori e dei volontari impegnati nelle realtà oratorie del territorio, il percorso vuole offrire a tutti, indipendentemente dalla professione e dalle scelte di vita già compiute o in via di discernimento, un tempo e uno spazio per fermarsi e mettersi in ascolto del Signore che parla.

Lontano da uno schema istituzionale o da forme preconfezionate, ogni incontro è occasione di una relazione personale con la Parola di Dio, dalla quale nasce un dialogo che diventa poi condivisione con gli altri e dono capace di arricchire reciprocamente. La presenza dei sacerdoti vuole essere un aiuto non solo a scrutare la Scrittura, ma anche a riconoscere i segni e le tracce lasciati nella preghiera dall’incontro con Cristo. Il percorso si articola in un appuntamento mensile di mezza giornata presso Casamadre, a Mortara. Ogni incontro prevede un breve commento a un brano della Parola di Dio, seguito da un tempo prolungato di silenzio e, per chi lo desidera, dalla possibilità di colloqui personali. La mattinata si conclude con la condivisione e il pranzo insieme. Nei tempi forti dell’Avvento e della Quaresima saranno proposte giornate di ritiro approfondite, della durata di una giornata. Accanto al percorso ordinario si svilupperanno e questa sarà la novità dell’anno, altri momenti di preghiera e di formazione.

Il senso della proposta è rivolgersi innanzitutto a una fascia giovanile che tradizionalmente consideriamo quella degli “operatori”: giovani ai quali, nelle comunità cristiane, chiediamo spesso di fare qualcosa, assumere un servizio, animare e prendersi cura degli altri. Forse, però, non siamo sempre capaci di intercettare la domanda e il bisogno che loro stessi portano dentro. Il nome Pause indica proprio un tempo in cui fermare le attività e sospendere ciò che chiediamo loro. Come comunità cristiana e diocesana desideriamo farci compagni del loro cammino di crescita umana e cristiana, offrendo uno spazio in cui ciascuno possa sentirsi accolto, ascoltato e accompagnato.

don Carlo Cattaneo

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