|
|

|
IL libro Sinodale |
Diocesi di Vigevano - XVI Sinodo
Presentazione del Libro sinodale
Il "libro sinodale" è nato da una ricca esperienza ecclesiale, che si è snodata attraverso la fase della consultazione e quella della libera discussione in assemblea. Ad esso ha contribuito in maniera sostanziale il Vescovo con la sua ricorrente catechesi, il suo discernimento, la stesura di alcune costituzioni ispirate alle suggestioni sorte dai contributi dei sinodali.
Lo studio del "libro sinodale" può essere facilitato dall'esame della sua struttura.
· 1 - Aprono il volume i discorsi che hanno caratterizzato la stupenda udienza pontificia di sabato, 17 aprile 1999: l'indirizzo rivolto a Mons. Vescovo dal Segretario generale del Sinodo all’inizio della celebrazione eucaristica nella basilica di S. Pietro; il saluto di Mons. Vescovo al Sommo Pontefice; il discorso in cui Giovanni Paolo II ha richiamato con forza ai sinodali e ai pellegrini della diocesi i temi fondamentali trattati durante il XVI Sinodo diocesano.
2 - Nella parte prima sono riportati "i criteri di lettura del sinodo". Mons. Vescovo ne spiega l'icona, le attese, la natura e gli intenti; ne indica con chiarezza le mete e lo stile; ne definisce la qualifica "pastorale". La lettura, lo studio e la comprensione delle costituzioni sinodali si pongono nelle prospettive delineate dal Magistero episcopale. Si tratta di una parte fondante di tutto il "libro sinodale". Deve essere meditata, compresa e accolta con cuore convinto.
3 - La parte seconda è costituita dalle ventisette costituzioni sinodali. Esse sono raggruppate nelle quattro aree tematiche sulle quali si è svolta la riflessione sinodale. Sono costituite dai testi votati in assemblea e approvati da Mons. Vescovo che ha aggiunto altre costituzioni, frutto del suo discernimento personale. Nell'introduzione a questa parte viene spiegato con chiarezza la natura delle costituzioni sinodali e viene indicata la loro forza vincolante. Dalla grafica del sommario è possibile rilevare le due componenti delle costituzioni sinodali: in corsivo sono riportati i titoli delle costituzioni elaborate personalmente da Mons. Vescovo; in tondo, invece, i titoli delle altre, costituite dai testi votati in assemblea e approvati da Mons. Vescovo.
4 - Nella parte terza sono collocati i decreti di apertura e di chiusura del XVI Sinodo diocesano, gli elenchi dei sinodali e delle varie commissioni, la proposta per l'eventuale revisione della struttura pastorale diocesana.
5 - Un indice analitico molto articolato chiude il "libro sinodale". Esso ne faciliterà la consultazione e sarà di grande utilità per lo studio e l’approfondimento trasversale dei vari temi.
Mons. Vescovo, all'inizio del Sinodo, ci ha invitati a pregare così: “La realtà "Sinodo" che vivremo vuol dire soprattutto ascoltare "assieme" per agire poi "assieme", con indirizzi rispettosi delle diversità e dell'unità". Ora è il tempo di "agire", ma sempre "attraverso le strade della comunicazione, del dialogo e della concertazione ... fino a un comune sentire". Saremo capaci di camminare con questo stile solo se lasceremo spazio allo Spirito Santo, affinché "pieghi ciò che è rigido, scaldi ciò che è gelido, drizzi ciò che è sviato". Non avremo paura e non saremo smarriti o delusi, ma "il Magnificat ci sarà sempre più familiare". Sarà una nuova primavera per la nostra Chiesa vigevanese.
Parte prima
In questa prima parte del libro sinodale è presentata una serie di articoletti già comparsi nei mass-media della nostra Diocesi. Essi costituiscono la naturale introduzione del volume e aiutano a capirne il senso e le finalità. Le cose dette sono come le Parabole; intendono spiegare, ma sono in verità “normative”; indicano già una strada da seguire, poiché da esse scaturiscono le costituzioni sinodali, le quali sono vincolanti.
Preghiera
Dio Padre, fonte di ogni bene,per mezzo di Cristo,
tuo Figlio unigenito e
nella potenza e novità dello Spirito,
fai crescere la Tua Chiesa.
Tu vuoi che camminiamo attraverso le strade della comunicazione,
del dialogo e della concertazione,
e ci porti quasi miracolosamente a un comune sentire.
La realtà “Sinodo” che vivremo vuol dire soprattutto ascoltare “assieme”
per agire poi “assieme”, con indirizzi rispettosi delle diversità e dell’unità.
Osserveremo anche le cose ovvie,di più facile giudizio,
il tanto di bello e di saggio che già c’è in noi e attorno a noi.
Ma ci sentiremo spinti a rilevare pure i problemi nuovi, spesso sconcertanti,
le attese inimmaginabili, nei tempi in cui il contesto culturale
era abbastanza omogeneo.
Ora invece, tutto è decisamente cambiato.
Dacci solo la grazia di non aver paura di ciò che incontriamo,
la forza di non nasconderci e di non passare oltre, come se niente fosse.
Fa’ che raccogliamo i problemi,
guardando lontano, anche presso i “non-nostri”.
Illuminaci perché possiamo gioire
del tanto di positivo che c’è dappertutto;
e, quando dovremo dire dei “no”
nei nostri compiti di guida,
ci sia sempre l’accompagnamento fraterno e appassionato perché,
anche dal no, venga una crescita per noi e per gli altri.
Addiverremo, in questo Sinodo, a un insieme di norme e di indicazioni.
Certamente!
La “lettera” delle costituzioni conterà.
Sarà comunque protesa, questa lettera,
verso la sua gloria e pienezza
che è quella di far defluire torrenti di vita.
Il cammino sinodale apparirà, in più casi,
un insieme di conversione e di novità;
incontreremo linguaggi diversi,
modi di guida non familiari,
nell’incedere di questo “popolo regale”di cui noi siamo parte.
Non vogliamo aver paura;desideriamo soprattutto gioire.
Il Magnificat ci sarà sempre più familiare.
AMEN.
2 - L’icona della rete
“Prendi il largo e calate le reti per la pesca” (Lc 5,4)
1 – L’icona della rete ha guidato, durante il Sinodo, tutta la ricerca nel cuore dei più attenti.
La rete…
- viene buttata nell’acqua, dietro un cenno che viene dall’Alto;
- è gettata al di fuori degli schemi e delle logiche umane (di giorno, con la luce anziché di notte, come indicherebbe il buon senso);
- è deposta in acque territoriali e in acque internazionali, nonché in acque che appartengono al controllo di altri.
Dovunque, insomma! Gli addetti alla pesca sanno attendere e anche non prendere nulla; raccolgono ciò che veramente c’è, ora e lì, senza scegliere, né schedare, né pretendere, né fingere.
2 – Altre reti vengono gettate. Sono buttate in acqua da altri, in contemporanea, con gli stessi intenti che abbiamo noi. Il Sinodo fornirà qualche cenno che inviti a considerare con giustezza la compresenza di questo lavoro di altri! Ci si apre poi alla decodificazione di ciò che è apparso, di tutto ciò che si è trovato nella rete. Non si scarta nulla per principio. In questo lavoro, gli apporti di tutti sono utili per comprendere il meglio possibile.
3 – Necessita il dono del discernimento. Dobbiamo essere molto onesti: non usare né trucchi né strumentalizzazioni per arrivare a provare disegni preconcetti.
Ci troveremo tra le mani realtà che forse non sono quelle che supponevamo. Comunque l’accettazione cordiale di questo “vero” segnerà e plasmerà un volto di Chiesa, quello autentico, nonché il senso del suo servizio. Se questa è la gente, se questi sono i bisogni, li dovremo guardare con occhio benevolo, prenderli come nostri compagni di viaggio.
Che fare… per loro e non senza di loro?
4 – Da questo sguardo, in verità, la Chiesa è resa più povera, più essenziale, più icona, più serva. Diventa più capace di annunciare al mondo l’esperienza dell’incontro con il suo Signore e di comunicare il di Lui sentire, il di Lui modo di essere Salvatore. La Chiesa, da questa pesca, da quest’accoglienza, esce più libera, più sciolta. Non si comporta come se avesse ciò che di fatto non ha; non si arroga il compito di agenzia di etica mondiale. È più libera, più vera per collocare nel mondo, con modestia e “parresia”, il suo apporto che essa, senza tentennamenti, ritiene indispensabile. Si limiterà – ed è più che sufficiente – a “raccontare” ciò che ha e ciò che vive.
Il testo completo si trova nell'area DOWNLOAD
|
Il testo integrale e relative schede tutto su CD presso
|
|
|