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Il Sinodo dopo dieci anni
Caro don Emilio,
ho ricevuto in questi giorni un'appassionata lettera dell'Avv. Vittorino Betassa che ritengo degna di pubblicazione, come spunto di riflessione per la nostra chiesa locale. Te la mando, invitandoti a pubblicarla al fine di sollecitare un dibattito ecclesiale utile per la stagione che stiamo vivendo.
Tu stesso potresti dare una prima risposta. Vedi tu!
don Pier Luigi
Caro Don Pierluigi,
in questo periodo mi sono venute alla mente alcune considerazioni di cui voglio farti partecipe. Dieci anni fa, di questi giorni, si stavano concludendo i lavori del sinodo diocesano, di cui eri il segretario. Era la fine di un lavoro collettivo durato oltre due anni, che aveva visto coinvolta la nostra Chiesa in un impegno svolto comunitariamente, di cui non avevo ricordo nella mia non breve vi-
ta. Ricordo io - come, penso, ricorderai tu con molti altri che vi presero parte - le riunioni quindicinali all Auditorium della scuola media di Via della Libertà, durante le quali si svolgeva il dibattito assembleare. Era un dibattito ampio, animato e partecipato sui temi dello schema di lavoro redisposto dalle commissioni preparatorie, e che avevano riferimento alle posizioni di responsabilità che la nostra Chiesa era chiamata ad assumere nella realtà dei tempi. Ricordo come il Vescovo Locatelli ci invitasse a parlare con franchezza - con parresia, come si esprimeva mutuando il termine dalla Scrittura - e come ognuno che riteneva di intervenire - pur nel breve termine assegnato ad ognuno - cercava di rendere presente il senso del proprio sentire " cum ecclesia". Tutto questo lavoro ha trovato la sua conclusione nel libro sinodale, che il Vescovo, proprio al termine del suo ministero tra di noi, mi confidava con soddisfazione volerlo lasciare co-
me segno della sua presenza nella nostra Chiesa. Sono passati dieci anni. Ho Itimpressione (magari mi sbaglio!) che quel libro, al più, sia rimasto fra i libri di biblioteca, o, magari, nell'archivio dei ricordi " ad perpetuam rei memoriam ". Certo in questo decennio i cambiamenti della nostra società in cui deve operare la nostra Chiesa sono stati tanti e grandi e le problematiche che urgono e ci interpellano come Chiesa di Dio in Vigevano hanno diverso spessore. Quel libro può quindi an-
che ritenersi datato. Le mie considerazioni da cui ho preso le mosse mi portano ad immaginare che, proprio approfittando dell'anniversario decennale di quell'evento, si possa riannodare un discorso di continuazione - e nello stesso tempo di novità - fra i superstiti di quel momento (e mi sembra che ce siano ancora) e i nuovi che si sono avvicendati alla guida delle organizzazioni della nostra Chiesa nell'impegno dell'evangelizzazione, sui temi del presente per verificare, di fronte alle novità della storia che stiamo vivendo, la valenza attuale di quelle decisioni, per leggere comunitariamente '" segni del tempo" e indicare gli orientamenti del cammino missionario della nostra Chiesa.Se le mie considerazioni non ti sembrano peregrine, facci un pensiero anche tu, e, magari, avanza qualche proposta concreta al riguardo. Ritengo potrebbe essere utile farlo.
Con la stima e l'amicizia di sempre un cordialissimo saluto.
Vittorio Betassa |